I 40 giorni che cambiarono il mondo: primavera-estate 67 a.C.

Gneo Pompeo Magno . Piceno,29 settembre 106 a.C. – Pelusium, 29 settembre 48 a.C.
Nel 67 a.C., i pirati, grazie all’aiuto di Mitridate, re del Ponto, in guerra con Roma, avevano il controllo del Mediterraneo. La navigazione era di fatto impossibile, e con la navigazione, lo stesso approvvigionamento di merci e alimenti per Roma era diventato rischioso. I prezzi delle merci era alle stelle, e Roma rischiava la carestia.
Il Senato decise di affidare una missione straordinaria a Gneo Pompeo Magno, perché bonificasse il “Mare Nostrum” dai pirati.
Ecco come Plutarco, nella “Vita di Pompeo” (cap. XXIV-XXVI) descrive quei momenti fatali, per la storia di Roma, e …per la nostra.

La guerra contro i pirati: il campo di battaglia (67 a.C.)

La guerra contro i pirati: il campo di battaglia (67 a.C.)

La mia traduzione è dal greco; mi sono aiutato con il testo in inglese, il cui link troverete alla fine dell’articolo.
Se non è attualità questa!

 

XXIV : Il potere dei pirati era iniziato dalla Cilicia, e le vicende del loro potere furono in un primo tempo incerte, finché non arrivò in loro aiuto il re Mitridate. Accadde perciò che i Romani, impegnati nelle guerre civili, lasciarono i mari incustoditi, ciò che spinse i pirati non solo ad attacchi in mare aperto, ma addirittura a mettere sottosopra le isole e le città costiere. Essendo pertanto lucrosa l’attività dei pirati, molti di famiglie ricche e importanti, si imbarcarono sulle navi dei pirati. I pirati allora crearono molte postazioni armate, e fari con    fortificazioni : tutto ciò era fatto, tra l’altro, con ostentata arroganza e provocazione, per scoraggiare e umiliare. Si diedero quindi a catturare personalità di alto livello, e a pretendere riscatti molto alti per il loro rilascio: tutto ciò ovviamente era un insulto e un’umiliazione per la supremazia di Roma. All’epoca, le navi dei pirati erano diventate più di 1000, e quasi 400 le città costiere catturate e soggiogate dai pirati. ….Una volta addirittura catturarono due pretori in carica, Sestilio e Bellino, con tutto il loro seguito. Catturarono anche la figlia di Marco Antonio, che liberarono solo dopo pagamento di un riscatto. Ma il loro comportamento più insultante era il seguente: se un prigioniero dichiarava il proprio nome, e si proclamava cittadino romano, i pirati fingevano di essere terrorizzati, si inginocchiavano ai piedi del prigioniero, supplicandolo di perdonarli per il loro errore (di averlo cioè catturato). Il prigioniero pensava che la scena fosse reale, e che loro davvero fossero umili e sottomessi. In alcuni casi,i pirati ponevano calzature romane ai piedi del prigioniero,  gli facevano indossare una tunica, e mentendo affermavano di fare tutto ciò perché per il futuro non avessero a verificarsi altre catture per errore. Quindi, ponevano una scala in mare, e invitavano il prigioniero ad andarsene. Se il prigioniero recalcitrava di fronte a questa messinscena, essi lo annegavano  subito nel mare.

Gneo Pompeo Magno, Piceno

Gneo Pompeo Magno, Piceno

XXV Il potere dei pirati si estese talmente tanto sul nostro mare divennero impossibili la navigazione e I commerci. Fu questa situazione che indusse i Romani a delegare Pompeo perché liberasse il mare dai pirati, e rendesse così di nuovo possibili gli stessi rifornimenti di merce e provviste. A Pompeo fu perciò attribuito, attraverso una legge fatta approvare da Gabinio, amico di Pompeo. Questa legge concedeva a Pompeo  non solo il  domando della flotta sul mare, fino alle colonne d’Ercole, ma un potere assoluto ed eccezionale, anche sulla terraferma entro 400 stadi ( circa 40 chilometri) di distanza dal mare .Il Senato propose una lista di nomi, tra cui Pompeo scelse 15 legati, cioè incaricati, per aiutarlo nell’impresa, attribuendo a ciascuno di essi la responsabilità di un settore geografico di intervento. L’ampiezza dei poteri concessi a Pompeo si comprende, considerando che i territori su cui venivano riconosciuti i pieni poteri, erano in pratica i territori di tutto l’Impero di allora.  I legati erano inoltre autorizzati ad attingere ai fondi del Tesoro, e quelle rimesse dei Pubblicani, ovvero degli esattori periferici delle tasse per l’Impero. La flotta era composta da 200 navi, sotto un comando unico, come detto sopra. La popolazione accolse con favore queste decisioni, che però furono molto contrastate in Senato dove, tra i personaggi eminenti, il solo Giulio Cesare appoggiò senza esitazioni la legge Gabinia….

La Panfilia ri-conquistata

La Panfilia ri-conquistata

XXVI. …Alla fine, le forze agli ordini di Pompeo era composta da 500 navi, 120.000 soldati armati di tutto punto, e 5000 cavalli. Ventiquattro divennero i legati per Pompeo, tutti indicati dal Senato. Ventidue  legati erano ex pretori; due, ex questori. Appena la decisione fu operative, i prezzi  delle derrate alimentari scesero in maniera sensibile, ciò che fece dire al popolo che il solo nome di Pompeo aveva posto fine alla guerra. Il mare e la terraferma entro 40 chilometri, furono suddivisi in tredici settori di intervento, a ognuno dei quali furono attribuiti delle navi, dei soldati e dei cavalli. Le forze così organizzate, si sparsero per tutto il mare, e attaccarono in massa e in contemporanea le navi dei pirati. Contro Pompeo si schierarono 60 tra le navi migliori dei pirati, ma Pompeo  le affrontò solo dopo che il Mar Tirreno, il Mar Libico, la Sardegna, la Corsica, e la Sicilia,  erano  stati ripuliti dalle navi nemiche. Il tutto avvenne in 40 giorni, grazie al coordinamento delle forze di Pompeo.

 

I pirati nel Mediterraneo

I pirati nel Mediterraneo

Da : Plutarco: Vita di Pompeo .

Per la vita di Pompeo (tradotta dal greco in inglese) vai al link: http://www.gutenberg.org/files/14140/14140-h/14140-h.htm#LIFE_OF_POMPEIUS

 

http://www.gutenberg.org/files/14140/14140-h/14140-h.htm#LIFE_OF_POMPEIUS

 

2 thoughts on “I 40 giorni che cambiarono il mondo: primavera-estate 67 a.C.

  1. Andrea tracquilio
    18 luglio 2014 at 13:08

    Bello leggere la storia così

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